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La mia banca è diversa

In tempi di annunciata recessione economica e forti ripercussioni sull’economia reale va affermandosi un intermediario finanziario lontano anni luce dalle frenesie del mercato, la “banca del tempo".

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Dal punto di vista del significato, l’esperienza quotidiana con gli istituti bancari, consente di comprendere intuitivamente cosa sia una banca. Entrando nello specifico linguistico-etimologico si rende noto che la parola rappresenta l’adattamento del prestito germanico “bank”, “panca”, in origine anche utilizzato a indicare il luogo di paga dei militari. Il bisogno di affidare beni da tutelare ha origini antichissime riconducibili ai sumeri della Mesopotamia, presso i quali le funzioni di deposito e prestito erano gestite dall’importante carica sacerdotale. Nel medioevo, oltre alle normali funzioni di prestatori, custodi e cambiavalute, i banchieri assunsero quella di garanti dei pagamenti, firmando lettere di credito che li impegnavano a pagare somme per conto di chi le portava. La prima banca in senso moderno nacque nel 1406 a Genova, il "Banco di San Giorgio"; fu il primo ad occuparsi di gestione del debito pubblico e venne definito dal Machiavelli “uno stato nello stato”, ossia una vera e propria istituzione pubblica nella quale i genovesi si riconoscevano molto più che nel governo. Oggi è un istituto che compie operazioni monetarie e creditizie e la cui funzione principale, oltre alla custodia di valori e ai pagamenti, è quella di farsi intermediario nella circolazione della moneta, raccogliendo il risparmio e concedendolo in prestito. Fondamentale il ruolo della banca centrale o istituto di emissione, che in Italia è rappresentato appunto dalla Banca d’Italia, autorità monetaria che controlla il sistema creditizio attraverso l’emissione di biglietti di banca, l’accettazione di depositi e la concessione di crediti alle altre banche (banche ordinarie) e in genere al mercato monetario. La lingua italiana dispone di un ricco vocabolario per declinarne le caratteristiche: “banca di credito ordinario”, “banca di credito mobiliare”, “banca di credito fondiario”, “banca etica” (istituti che investono in attività e iniziative socialmente utili il denaro dei risparmiatori). Sul principio fondativo del deposito-prestito di beni di valore, iniziò a diffondersi in Emilia Romagna, ormai più di dieci anni fa, l’esperienza contagiosa della “Banca del Tempo”, un’ esperienza riportata all’attenzione da un significativo articolo sull’ultimo “Venerdì” di “Repubblica”. In un periodo di forte crisi economica e diffidenza nei confronti della volatile economia dei mercati, la “Banca del Tempo” rivela una dimensione economica, senza denaro e concretissima, che si basa sullo scambio gratuito di "tempo". Alle transazioni di denaro si sostituisce lo scambio di piccoli servizi: ciascun socio mette a disposizione del tempo per dare a un altro socio una certa competenza. Le ore messe a disposizione vengono calcolate, accreditate o addebitate nel personale conto corrente del tempo; ad esempio Marco insegna italiano a Karima, una signora marocchina da poco arrivata in Italia; Giulia vuole imparare a cucire e si fa aiutare da Teresa, sarta, e in cambio mette a disposizione della Banca il suo tempo per dare lezioni di chitarra; Mario fa l’idraulico e vuole imparare l’inglese per viaggiare in maniera autonoma e la signora Maria prepara la torta di compleanno per Marco, l’insegnante d’italiano di prima, che compie gli anni e vuole organizzare una cena con gli amici. Le BdT sono più di 400 in Italia, maggiormente concentrate in città quali Roma, Milano, Bologna; rappresentano un modo per capitalizzare risorse umane e competenze senza passare per i mercati, riscoprendo il bello e l’utile dell’incontro fra persone e culture.

Fonti

Antonella Barina, “Ecco i casi in cui il tempo è veramente denaro”, “Venerdì” di Repubblica, 19/08/2001 Sito dell’associazione nazionale delle Banche del Tempo www.associazionenazionalebdt.it Newsletter per informazioni e scambi www.banchetempo-flash.it
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