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La storia di San Rocco

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Ventotto comuni e trentasei frazioni portano il suo nome, tremila le chiese al santo dedicate, protettore in Italia di 389 paesi, 280 parrocchie a lui dedicate e 147 confraternite. Rocco di Montpellier è sicuramente uno dei santi più venerati nella storia della Chiesa, anche se le notizie sulla sua vita sono molto frammentarie e ricostruire le varie tappe non è cosa né semplice né certa. Dovrebbe essere nato in Francia a Montpellier il 16 agosto tra il 1345 e il 1350 ed è morto a Voghera tra il 1376 ed il 1379. Nato da Jean e Libère De la Croix, due persone con grandi virtù cristiane, benestanti ed inserite nel mondo del commercio e della politica locale, ma comunque dedite ad opere di carità. Rivolsero continue preghiere alla Vergine Maria dell’antica chiesa di Notre – Dame des Tables per ottenere la grazia di avere un figlio, ed in tarda età la madre darà alla luce il neonato che presenta sul petto una croce vermiglia. Cresce in un clima cristiano, all’insegna dell’importanza della preghiera e delle opere di carità. A soli vent’anni Rocco rimane orfano e deciderà di seguire Cristo fino in fondo: vende i suoi averi, entra nel Terz’ordine Francescano, indossa l’abito di pellegrino, bastone, mantello, cappello, borraccia, Rocco parte alla volta di Roma per pregare sulla tomba di San Pietro e Paolo. Del viaggio per arrivare nel nostro Paese non ci sono notizie certe, se non che nel 1367 era ad Acquapendente, cittadina in provincia di Viterbo, dove rimase per circa tre mesi prima di spostarsi in Emilia Romagna, dove prestò servizio nell’ospedale del posto. Era il periodo della peste, Rocco tracciava il segno della croce sugli ammalati, invocava la Trinità di Dio per la loro guarigione, e divenne così il tramite per miracolose guarigioni. L’arrivo a Roma è databile tra il 1367 e l’inizio del 1368. Qui avvenne un’altra guarigione, questa volta a beneficio di un cardinale che poi lo presento al pontefice Papa Urbano V. Nel 1371 arrivò a Piacenza, nell’ospedale di Nostra Signora di Betlemme dove proseguì la sua opera di conforto e assistenza ai malati, fino a che non scopre di essere stato colpito lui stesso dallo peste. Viene allontanato dalla città e trova rifugio in una capanna in un bosco vicino Sarmato. Qui un cane lo trova e lo salva dalla morte per fame portandogli ogni giorno un pezzo di pane fino a quando il suo ricco padrone, seguendolo, scopre il rifugio di Rocco, lo prende con sé e lo cura. Il nobile, Gottardo Pallastrelli, verrà contagiato dalla santità di Rocco, infatti rinuncerà ai suoi beni ed inizierà a prestare servizio agli ammalati, diventando così il primo discepolo di San Rocco. Per grazia di Dio guarisce dalla peste e riprende la via per tornare in patria. Sulla via del ritorno verrà arrestato, in un clima politico assai complesso, come persona sospetta, a causa del suo aspetto provato, abiti polverosi, barba incolta, irriconoscibile e povero, fu ritenuto uno spione e rinchiuso per cinque anni in carcere. Quando la morte era ormai vicina, l’umile servitore di Dio, chiese ai carcerieri di condurgli un sacerdote: era il 16 di agosto di un anno tra il 1376 ed il 1379 e San Rocco esalerà l’ultimo respiro. In quel momento tutte le campane della città iniziano a suonare da sole. Il Concilio di Costanza nel 1414 lo invocò santo per la liberazione dell’epidemia di peste che imperversò durante il periodo dei lavori conciliari. D’allora il culto si diffuse ovunque. San Rocco è quindi protettore dei carcerati e patrono dei malati incurabili, dei viandanti e dei pellegrini. Anche qui a Guardiagrele è venerato, e come ogni anno, i festeggiamenti in suo nome cadono la terza domenica di ottobre. Attualmente la sua statua è collocata nella cripta di Santa Maria Maggiore, ma in origine gli venne dedicata la chiesa nei cui locali oggi si trova la biblioteca comunale. Il lunedì successivo viene invece festeggiata Maria Santissima del Popolo per ricordare il dono della statua di Maria da parte dei Cappuccini. Il programma religioso prevede per oggi alle 17 il trasferimento della statua di San Rocco dalla cripta alla chiesa di Santa Maria Maggiore, dove si svolgerà la celebrazione eucaristica alle 17e30. Domani alle ore 8, 9.30 e 11 la Celebrazione Eucaristica si avrà nella chiesa di Santa Maria Maggiore, da dove, alle 12, partirà la processione in onore di San Rocco. Il pomeriggio alle 16 ci sarà, invece, il trasferimento della statua della Madonna del Popolo dalla chiesa di Santa Chiara alla chiesa di Santa Maria Maggiore. Lunedì 18, alle 18 ci sarà la concelebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo Bruno Forte. Alle 19e30 partirà la processione in onore della Madonna del Popolo.
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