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SANITA' IN CRISI : L'ASSEMBLEA DIFENDE L'OSPEDALE

"Il piano di chiusura va fermato"

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L'intero consiglio comunale, maggioranza di centrodestra e opposizione di centrosinistra, prende atto che il Santissima Immacolata era stato condannato alla chiusura tout-court, senza alcun piano di riconversione al seguito. Il bluff contenuto nel «Programma operativo 2010» firmato dalla subcommissaria governativa alla sanità abruzzese Giovanna Baraldi e tradotto in delibere dal governatore-commissario Gianni Chiodi è stato svelato l'altro ieri sera nel corso della seduta fiume straordinaria che a notte fonda ha sottoscritto all'unanimità un ordine del giorno che dichiara guerra allo smantellamento dell'ospedale che serve un bacino di utenza stimato intorno ai 30mila residenti. Il documento di base, ritoccato in alcuni dettagli, è quello presentato dall'opposizione. All'unanimità si è arrivati dopo lo strappo di Donatello Di Prinzio, assessore comunale e provinciale, che in controcorrente rispetto ai propositi della maggioranza, orientata a proseguire nelle trattative con la Regione dando per scontato l'azzeramento dei posti letto per malattie acute, ha trascinato alla fine il sindaco Sandro Salvi e la coalizione Pdl-Lega-Udc sulla linea di difesa della struttura. Il testo dell'Odg è uscito da una riunione dei capigruppo chiamata dal presidente del consiglio Domenico Simeone. E' una strategia che ora trasforma in iniziativa di tutto il consiglio i ricorsi al Tar presentati dal gruppo «Guardiagrele il bene in comune», centrosinistra, contro le delibere 44 e 45 di Chiodi, con sentenza attesa il prossimo 23 settembre. Il de profundis per il programma di chiusura lo ha pronunciato lo stesso manager della Asl teatina, Francesco Zavattaro, che prendendo la parola in consiglio ha ammesso che «l'azzeramento dei posti letto a Guardiagrele non comporta alcun risparmio».(f.b.)
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