
C’è aria di maretta e rivoluzione in casa Roma. Le tre sconfitte di fila rimediate nelle ultime tre giornate di campionato contro Sassuolo, Bologna e contro l’Atalanta (nello scontro diretto per il quarto posto della classifica) hanno fatto suonare il campanello d’allarme a Trigoria. Dal punto di vista tecnico sembrerebbero esserci non pochi problemi cui il tecnico del team capitolino Paulo Fonseca dovrà far fronte nelle prossime settimane. Ma tiene banco anche il caso del direttore sportivo Gianluca Petrachi, giunto sulle rive del Tevere da Torino meno di un anno fa e destinato a lasciare la Capitale a campionato finito.
Secondo i bene informati, l’ex dirigente sportivo granata potrebbe addirittura concludere la sua esperienza con la formazione giallorossa già nelle prossime settimane, nonostante gli ulteriori due anni di contratto. Ma chi sarà la figura che andrà a prendere il posto di Petrachi nelle vesti di direttore sportivo giallorosso? Almeno fino a maggio (ma tutto potrebbe accadere) sarà Morgan De Sanctis a ricoprire questo delicato ruolo.
L'ex portiere del Napoli e della Nazionale, da due stagioni nell'organigramma societario della Roma in qualità di vice direttore sportivo e team manager dei giallorossi, si è fatto apprezzare in questi mesi a Trigoria per il suo garbo e la sua professionalità, doti che non sono passate inosservate nelle stanze dei dirigenti societari. Anche se sinora ha avuto poco spazio in prima linea, De Sanctis è stato fondamentale nella costruzione del roster giallorosso quest'estate e se la Roma si ritroverà, di qui a fine anno, a lottare per un posto al vertice della Serie A, parte del merito sarà anche dell'ex saracinesca guardiese.
Dopo aver raccolto oltre cinquecentotrenta gettoni di presenza in ventitré stagioni passate in Serie A e in Serie B (con due puntate in Francia e in Turchia con il Monaco e il Galatasaray) con le maglie di Pescara, Udinese, Roma e Napoli (e sei presenze nella nazionale maggiore con il commissario tecnico Marcello Lippi), il guardiese Morgan De Sanctis ha deciso di appendere le scarpette (e i guantoni) al chiodo, pur scegliendo di proseguire la sua carriera nell’ambito calcistico. Nell’estate del 2017 il matrimonio con la Roma di James Pallotta.

Con l’ambiente giallorosso non è stato subito amore a prima vista. Alla notizia dell’ingaggio dell’ex portiere abruzzese, i tifosi della Roma si sono divisi. I più critici hanno duramente stigmatizzato la mossa della società, imputando al guardiese De Sanctis la responsabilità di alcune vicende risalenti a due anni prima. Erano gli ottavi di finale di Europa League quando la sfida tra Roma e Fiorentina fu sospesa momentaneamente dall’arbitro a causa dell’accesa protesta dei tifosi giallorossi. A parlare con il tifo organizzato, provando a placare gli animi, furono in quella circostanza il capitano Francesco Totti e Daniele De Rossi. Con le due storiche bandiere della Roma anche Morgan De Sanctis: i tre ricevettero, sembra, sputi, offese e insulti. Successivamente, chiamati in sede di testimonianza, Totti e De Rossi parlarono di episodi minori davanti alla Procura che stava indagando sull’accaduto, mentre il portiere guardiese riferì apertamente di minacce, improperi vari e offese. Tutto questo venne successivamente ricordato dai tifosi giallorossi che non presero affatto di buon grado l’avvicendamento societario voluto da James Pallotta con l’inserimento dell’ex portiere del Napoli nel ruolo di team manager della squadra.
Ciò nonostante, Morgan De Sanctis ha saputo ricucire nel tempo il rapporto con tutto l’ambiente giallorosso, lavorando spesso sottotraccia e facendosi le ossa in una squadra da sempre abituata a stare ai vertici del calcio italiano. Durante questo triennio alla Roma, l’ex portiere è riuscito a prendere il patentino di allenatore e pochi mesi fa ha, invece, superato a pieni voti l’esame a Coverciano per diventare direttore sportivo. Adesso, per Morgan De Sanctis potrebbero aprirsi le porte di una nuova avventura. Un nuovo ruolo di responsabilità che sta premiando la carriera di un giovane dirigente calcistico cresciuto a Guardiagrele.
