Acqua col contagocce per il resto dell\'estate, ma l\'emergenza idrica toccherà il picco nel tra oggi e domani. Ieri è stato riparato il danno che aveva ridotto a secco i serbatoi principali e secondari di tutto il comprensorio servito dall\'acquedotto dell\'Avello, le sorgenti superficiali in quota sopra Pennapiedimonte. La notizia dell\'avvenuta riparazione viene dal sindaco Sandro Salvi. «Il danno è stato rilevante, tanto più che l\'avaria alla conduttura è stato com\'è ovvio un evento inatteso. Tutti i serbatoi si sono prosciugati in poche ore», racconta, «e questo spiega perché l\'acqua erogata nelle scorse ore era carica di residui, fondi di cisterna affiorati soltanto ora ma frutto della posa di anni». L\'assessore alle manutenzioni, Donatello Di Prinzio, anticipa che «saranno necessari ancora dai due ai tre giorni prima che venga completato il trasferimento e il pompaggio dall\'acquedotto alle reti dei sei comuni serviti, visto che a causa della rottura è stato toccato il livello minimo nei serbatoi probabilmente mai raggiunto prima d\'ora a memoria d\'uomo». Ma la carenza idrica, avverte l\'assessore, rimane un problema nonostante l\'avvenuta riparazione. «A sostenere l\'acquedotto dell\'Avello», osserva, «sono stati i circa 48 litri al secondo che l\'Aca (il gestore del ciclo idrico integrato del Pescarese, ndc) ci fa pervenire alla stazione di Bocca di Valle, mentre al momento il nostro acquedotto riesce a pomparne tra i 25 e i 30 litri, che insieme non fanno comunque quegli 80 litri circa che rappresentano il fabbisogno complessivo dei sei comuni. E la situazione», aggiunge, «andrà man mano peggiorando se perdurerà l\'estate calda e senza pioggia che abbiamo avuto finora, clima che è insieme alla base del prosciugamento delle sorgenti in quota e del mancato rimpiazzo dell\'acqua consumata. Nei prossimi giorni avremo regolari distacchi notturni per consentire il riempimento dei serbatoi a livelli accettabili». Il sindaco guarda in prospettiva al futuro del comprensorio servito dal piccolo acquedotto. «Occorrerà reperire fondi per investimenti a sei zeri», spiega Salvi, «per frenare innanzitutto le consistenti perdite che si registrano lungo la rete, per poi mettere mano ai vecchi progetti, come quello della condotta proveniente dalle sorgenti del Verde a Fara San Martino che secondo gli studi fatti garantirebbe portate di gran lunga superiori all\'Avello, un acquedotto di vecchia concezione, esposto alla variabilità delle precipitazioni invernali».

