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Il fioraccio abruzzese: un gioiello d'arte

Stefania Santone ne narra la storia e l'impiego

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Si torna a prendere una boccata d'arte.

 

Stefania Santone apre di nuovo le porte della sua bottega, uno scrigno che racchiude la tradizione e l'innovazione guardiese.

 

Ed ecco che il fioraccio, un decoro tipico della ceramica popolare abruzzese, diventa protagonista indiscusso, elemento caratteristico che campeggia su piatti e vassoi.

 

Sobrietà e semplicità sono le sue caratteristiche figurative principali. Presenta rapide e delicate figurazioni di tono impressionistico.”

 

L'artista ce ne narra la storia, che sopravvive a distanza di secoli, sempre con la stessa straordinaria semplicità.

Le scuole ceramiche abruzzesi, da quando la chimica ha fornito il colore rosso, hanno realizzato il fioraccio con policromie squillanti e rosa rossa. Figurativamente rappresenta un bouquet di fiori campestri, composto in genere da una rosa selvatica, da margherite e anemoni. Dopo il 700, è stato reso nei colori primari (rosso blu e giallo).”

 

Davvero un simbolo immortale, per la tradizione abruzzese. Apprezzato ancora oggi, in tutta la sua immutata bellezza, nonostante sia un decoro risalente ai primi del Settecento.

 

Il fioraccio ha avuto (e ha tuttora) una funzione primaria nella decorazione della ceramica popolare abruzzese e ogni bottega ne ha avuto una versione personalizzata.”

 

E lei, quale versione personalizzata ci regala?

Dal mio punto di vista, poiché le tradizioni ci rappresentano, penso sia bene partire da quelle per andare avanti nello studio e nella realizzazione di nuove tecniche e decori. Così, come tradizione vuole, impiego il fioraccio per decorare oggettistica di uso quotidiano, come piatti e vassoi, ma non disdegno il suo utilizzo anche su elementi d'arredo o di design.”

 

In equilibrio tra ieri e domani, il fioraccio ci riporta indietro nel tempo, ma è oggi e sarà ancora un meraviglioso gioiello che l'arte non smetterà mai di indossare.

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