SE IL TAR DICE NO SI RICORRE ALLA MAGISTRATURA PENALE

L'ospedale deve rimanere com'è oggi

Nicla Catano
26/11/2010
Territorio
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Se l'udienza del Tar fissata per il 1°dicembre non convaliderà il ricorso presentato dal gruppo di centrosinistra all'opposizione insieme al Tribunale per i diritti del malato contro il Programma Operativo 2010 di Gianni Chiodi, il 15 dicembre l'ospedale dovrà rassegnarsi alla chiusura. L'ha confermato mercoledì sera il Dott. Antonio Delli Pizzi, direttore del SS. Immacolata, durante la riunione del Comitato in difesa dell'ospedale a cui hanno partecipato i sindaci dei vari distretti territoriali, il personale ospedaliero e le associazioni attive nella sanità e nel volontariato. Dal Pozzo, legale per “Guardiagrele il bene in comune”, rimarca l'incostituzionalità delle delibere varate dal commissario della sanità regionale e dalla subcommissaria di governo Giovanna Baraldi: «stiamo valutando di ricorrere alla magistratura ordinaria per reati gravi come l'interruzione di pubblico servizio e l'abuso d'ufficio, visto che Chiodi lascerebbe una comunità di circa 40mila cittadini priva di copertura sanitaria e dunque di garanzia a godere del diritto alla salute, sancito in primo luogo dalla Costituzione ». Sempre Dal Pozzo informa circa il prossimo incontro con il prefetto Vincenzo Greco, al quale il gruppo di minoranza vuol mostrare le catastrofiche conseguenze derivanti dall'eliminazione dei posti letto. Assolutamente contrario a quei “servizi alternativi all'ospedale” sottoscritti nel ricorso appena presentato al Tar dall'Amministrazione Comunale, restio al compromesso, Dal Pozzo aggiunge: «Non ci sono soluzioni alternative all'ospedale così com'è oggi», «il ricorso doveva ricalcare fedelmente il mandato che lo scorso settembre il consiglio comunale unanime con la delibera 88, ovvero opporsi al Programma Operativo e difendere l'ospedale per acuti. Se i servizi che Salvi si augura di portare a Guardiagrele si riducono al cosiddetto “ospedale di comunità”, troverà in noi un ostacolo insormontabile e deciso». Il no all'ospedale di comunità proviene anche dal segretario della Destra, Paolo Damiano, per ovvie ragioni: verrebbe a mancare il Pronto Soccorso, potranno essere garantiti unicamente i codici bianchi e verdi e aumenterebbero i guadagni dei medici di base che già contano un surplus di pazienti.

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