Continua il dibattito sul Palatenda, i favorevoli lodano la capacità dell’iniziativa di vivificare Guardiagrele nella lunga stagione invernale, specie nei giorni natalizi, i contrari, in primis, il gruppo “Guardiagrele il Bene in Comune” ribadiscono dal web il proprio no. Il capogruppo, Gianna Di Crescenzo, lancia i propri strali: “E ci voleva un costoso palatenda per parlare, ancora una volta, del progetto di “Culto e cultura”, unica idea di sviluppo turistico portata sterilmente avanti da Salvi & C.? Perché, invece, non si è pensato di utilizzare e valorizzare le strutture già esistenti come l’Auditorium, il Cinema Teatro Garden, la Sala consiliare, gli spazi dell’Ente mostra e le sedi delle associazioni che si trovano nelle contrade?”. Sulla pagina del gruppo, divenuta vero teatro del confronto, si leggono alcuni significativi commenti dei lettori; scrive Gino Primavera: “Oggi 26 dicembre, Santo Stefano, ore 18:00 per 15 minuti ,lungo via Roma, dal bar Italia guardando in su verso piazza Santa Maria Maggiore non si è vista una persona.....” Replica Luciano Ranieri: “(…) il Palatenda sta dando frutti positivi oltre le previsioni (…) saranno i numeri alla fine a chiarire le cose. I bilanci come ho già scritto così pure le contestazioni si fanno con i numeri .. dicendo a chiare lettere dove le equazioni non quadrano e perché il resto cari amici è pura DEMAGOGIA !!!!” Nel frattempo si coalizza il fronte dei no, sostenuto da un nutrito gruppo di commercianti guardiesi del centro storico e non, mediante la realizzazione un manifesto del dissenso in dodici punti; si legge in calce: ” Non è una protesta politica ma è soltanto un modo per far sentire la nostra voce”. Dal manifesto emerge che non convince la scelta di privare la cittadina dei parcheggi sotto le feste, non convince la scelta di valorizzare il borgo svuotandolo nei luoghi storici e concentrandolo in un tendone di dubbio gusto, non convince la scelta di investire migliaia di euro in una struttura temporanea avendo a disposizione altri luoghi, non convince il mancato coinvolgimento delle parti sociali ed economiche interessate.